Saturday, December 5, 2015

A B C e un pò della D

La prima volta che ho incontrato il medico di famiglia qui mi ha fatto diecimila domande. Una di queste è stata: " assumi quotidianamente vitamine?". Ho ingenuamente risposto no, perchè nemmeno sapevo di cosa stesse parlando. Quali vitamine? Per quale motivo? Ne sono carente? Chi lo ha detto? Ma più che altro cosa vuoi da me? Io sto bene così. In quel momento mi viene in  mente la mia esperienza con le vitamine durante la mia infanzia. Ricordo di averle prese dopo aver passato inverni perennemente ammalata. Pesavo così poco che bastava una ventata per portarmi via. Ero mingherlina, estremamente cagionevole, e i miei genitori pensavano che la pappa reale e qualche altro intruglio, che solo pensarlo mi fa venire i conati di vomito, potessero funzionare.
Alla mia faccia perplessa e anche un pò stizzita la dottoressa ha iniziato a farmi un lungo elenco di motivazioni per le quali dovrei assumere vitamine ogni giorno. Finché è andata a colpirmi nel punto dolente. Diciamo un paio di punti. Il fatto che sono ultre trentenne, ormai prossima ai quaranta, e di conseguenza, in età da figli. Ufficialmente la scadenza si sta sempre più avvicinando. Non serviva certo lei che me lo ricordasse così.
Mi ha spiegato quanto sia importante per una donna "di una certa età" avere tutte le vitamine al posto giusto, immancabili e presenti per preparasi ad una eventuale gravidanza. La vitamina principale è l'acido folico, ma questo lo sapevo già. Lascio l'ambulatorio alla fine della visita con un pò di confusione nella testa. Sono polemica di natura e mi chiedo come faccia lei a sapere se sono carente di certe vitamine o meno. Mi ha fatto un prelievo?. Sa lei come mangio io tutti i giorni a casa mia? L'ha capito che sono italiana?! No, e allora?!. Va beh, decido di darle ascolto e ritiro il multivitaminico che mi ha prescritto.
Passano pochi giorni e ci rinuncio perchè il ferro contenuto in queste mi appesantisce lo stomaco, è davvero fastidioso. La chiamo e lei mi suggerisce di cercare prodotti da banco che non contengano il ferro. Quindi vado in spedizione e mi si apre un mondo sconosciuto. Un mondo spaventoso a mio avviso, non ne so molto e continuo a domandarmi perché perdo tempo così.
In farmacia si trovano interi corridoi dedicati solo ed esclusivamente a centinaia di vitamine. messe in bella mostra, ben in vista in ordine alfabetico, con etichette accattivanti, in capsule morbide , colorate o addirittura di consistenza gelatinosa come fossero caramelle alla frutta. Effettivamente incuriosiscono. Altra coferma della bravura degli americani nel marketing.
Ci son per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Per l'inverno, quindi a base di vitamina C, quelli specifiche per le donne in allattamento o quelle che stanno programmando una gravidanza. Quelle solo per gli uomini sotto i cinquant'anni e per quelli over perché poi inizia la vecchiaia e quindi serve altro. Mix di vitamine per i capelli fragili, per le unghie e per la pelle. Per le ossa, per gli occhi e per i "ciucchi". Mi fanno tanto ridere le note sulle etichette di questi prodotti. Cioè dopo aver dettagliatamente descritto i valori nutrizionali che questi dovrebbero apportare, le percentuali del bisogno quotidiane che queste soddisfano, c'è sempre una piccola nota che ci ricorda che qualunque cosa appena letta sopra non è stata valutata dalla Food and Drug Administration  (quindi secondo me perde di credito) e che il tale prodotto non ha lo scopo di prevenire, curare o trattare alcun tipo di malattia o sintomo. Ovvio che non ci aspettiamo l'immortalità da una caramella ma allora che me ne faccio?


Non possono ovviamente mancare quelle dedicate ai bambini. Hanno un aspetto veramente accattivante visto che si presentano sotto forma di caramelle gommose firmate Flintstones, da assumere al mattino magari dopo una bella e grassa colazione americana. Ma che importa se una bambina di tre anni alle otto del mattino si spara un bel piatto di uova strapazzate con pane unto di burro e ketchup. L'importante per la sua crescita è che al mattino prenda queste benedette vitamine. Quando vedo i genitori invitare i figli ad assumere questa roba percepisco un velato senso di colpa che devono velocemente nascondere sotto il tappeto. Forse consapevoli che i loro figli vengono nutriti a base di schifezze si sentono meglio a dargli le vitamine credendo che queste compensino la loro alimentazione poco sana.
Inoltre, nel migliore stile americano vengono vendute in confezioni mega galattiche da almeno centoventi compresse.
Devo ammettere che anche io sono diventata consumatrice di acido folico, nel caso il miracolo avvenisse!
Ho anche provato un paio di multivitaminici e boh non credo di aver rinforzato niente. Ho deciso cosi' di smettere.
Frequentando amici e parenti americani ho realizzato quanto sia radicata la credenza che affidarsi alle vitamine faccia bene, quanto queste facciano parte della loro vita. Nelle loro case trovano talvolta un posto di rilievo nei ripiani delle cucine o sui tavoli, pronte all'uso al mattino insieme a mezzo litro di caffe'. Le vedo ovunque, un incubo!. Mi scatta il crudele confronto invece con la nostra cucina o il nostro tavolo dove c'è sempre un bel cesto di frutta fresca.
Parlando con Silvia, che è medico e vive qui, ho capito che questi supplementi alimentari  talvolta hanno poche sostanze nutritive e minerali necessari o addirittura ne contengono troppe. E questo non fa altro che alimentare i miei dubbi: ma perché li devo prendere se non so esattamente se ne ho bisogno o meno?. Perché la gente li assume così, con la convinzione di fare bene senza una vera supervisione medica?.  Facendoci due risate su questa fissazione tutta americana, io e Silvia siamo arrivate a concordare sul fatto che forse milioni di americani dovrebbero semplicemente rivedere le loro abitudini alimentari. Essere sicuri che sulle loro tavole non manchino, ogni giorno, le autentiche vitamine e i sani nutrienti che il "cibo vero" ci offre.
Potrebbero iniziare almeno a provare. Sì è vero, mica tutti sono così sprovveduti e ignoranti. Molti già lo fanno ma capisco che di strada ce n'è ancora molta da fare quando parlo con un americano doc e questo mi dice che sta seguendo una dieta priva di carboidrati, ma ricca di tutto il resto. Biberoni di super  alcolici compresi.
Io intanto continuo a mangiare nel modo più sano possibile, per il resto vedremo!

A.


Tuesday, November 17, 2015

Rompere la tradizione del tacchino?

Mentre il mondo intero si prepara al Natale, in America sale l'ansia per la famosa cena del Giorno del Ringraziamento. Viene sempre celebrata l'ultimo giovedì del mese di Novembre. Perche' gli americani fanno cosi, cioè festeggiano la maggior parte delle più importanti ricorrenze il lunedì' o il venerdì. Per esempio il Labour Day, il corrispettivo del nostro Primo Maggio, cade sempre il primo lunedì del mese di Settembre. Eh, mica sono fessi questi yankees. Hanno trovato la miglior strategia per fare i weekend lunghi!
Questa ricorrenza, come molte altre cose, è per me una di quelle cose che ho sempre e solo visto "nei film". È un'espressione che uso tantissimo, ogni singolo giorno. Di fronte ad una novita' esclamo sempre: "oh, mamma...come nei film!". A volte mi faccio tenerezza, quasi tre anni che sono qui e ancora mille cose da imparare.
Per gli americani segna l'inizio delle festività natalizie, la famiglia si riunisce in grande stile, i figli lontani tornano a casa affrontando viaggi della speranza in auto e ore di volo. La chiamano family reunion, il ritrovarsi tutti insieme a condividere la riconoscenza per quella famiglia della quale fanno parte. Le brave casalinghe tirano fuori la tovaglia bella e il servito con i bordini dorati. Insomma la classica famiglia americana aspetta con ansia questo giorno. 
Nel 2013 lo abbiamo festeggiato a casa nostra ed è stato davvero speciale speciale perché arrivava mia sorella con la sua famiglia, perché era il mio primo Thanksgiving ed ero molto grata alla vita e al pilota che aveva portato qui, sano e salvo, un pezzo della mia famiglia! O meglio un pezzo di cuore.
Lo scorso anno eravamo ospiti di un nostro cugino e quest'anno saremo noi ad ospitare il parentado. Saremo solo in cinque quindi non dovrebbe essere difficile gestire il menù . Presa la decisione di offrire noi ospitalità ho iniziato a sentire la presenza del  tacchinone seguirmi un po' ovunque, alitarmi alle spalle . Quel genio di mio marito ha proposto un'alternativa al tacchino ripieno, cosa che io ho accolto molto volentieri. Semplicemente perché ricordo ancora con "schifore" la volta in cui lui e mia suocera si adoperavano per riempire il pennuto con quasiasi cosa. Io la carne la mangio e mi piace anche molto,  ma l'immagine di questo povero animale nudo, lucido e riempito dal famoso stuffing, cosi senza alcun pudore, non riesco proprio a dimenticarla.
Abbiamo scritto una lista di cose che più ci piacciono, sentito un po' i gusti degli invitati e siamo arrivati a mettere insieme un menù tosco-americano! D'altronde veniamo da due culture diverse e mi sembra giusto che da qualche parte si incontrino, perche' no sulla tavola del Thanksgiving.
Però abbiamo fatto anche un giro online e quando abbiamo cercato alternative al classico menù ci siamo imbattutti in un articolo dal The Huffington Post. L'autore propone dieci alternative, come dice lui "per rompere la tradizione".
Ditemi voi se queste alternative valgono la pena di rompere la tradizione o meno.
1- Rotolini di pasta sfoglia ripieni di tacchino e stuffing, cioè il classico ripieno a base di mirtillo rosso.
2 - Pizza Thanksgiving farcita con tacchino e ripieno e al centro una mini torta di mele. Per l'americano giovane e molto alternativo.
3 - I Tacos di salsa di mirtilli rossi. Per gli amanti del messicano.
4 - Burrito ripieni di tacchino, fagioli, salsa di mirtilli e pane di mais.
5 - Un pasticcio di qualsiasi cosa con gli immancabili mirtilli.
6 - Torta vegetariana fatta da strati di pane di mais, stuffing, salsa di mirtilli, spinaci e a decorare purè  di patate.
7 - Tacchino ripieno di cupcakes. Per questa ricetta consigliano di cuocere prima i cupcake e poi metterli nel tacchino e mentre questo arrostisce in forno, i cupcake si impregneranno del sapore del povero animale. Per questa consiglio di guardare bene l'immagine. A me disturba assai.
8 - Muffin al tacchino e purè di patate.
9 - Torta a strati di patate americane, tacchino, purè di patate e stuffing.
10 - Gelato...che non so spiegare. Quindi per ogni eventuale curiosità e spiegazione eccovi il link. Ognuno libero di pensare e  giudicare.

http://www.huffingtonpost.com/2014/11/20/thanksgiving-alternatives-break-tradition_n_6182010.html

La mia umile opinione è che a volte sarebbe meglio optare per la semplicita', il buon senso e soprattutto il rispetto per il cibo.

A.


Sunday, November 1, 2015

Insolite bellezze

Come scrivevo nel precedente post accennando al foliage e l'autunno nel New England,  questo mese si assiste ad un vero e proprio spettacolo della natura.
Abbiamo deciso di non prendere la macchia e guidare per ore ma di godere di ciò che abbiamo praticamente a pochi minuti da noi.
Il posto più lontano raggiunto è stato il Public Garden di Boston, cioè il polmone verde della città. Mentre quello più vicino è il giardino di casa nostra. Nel mezzo un luogo che a molti potrebbe sembrare macabro ma che a me ha sempre affascinato. Ci passo spesso guidando e nelle ultime settimane ho maturato sempre più l'idea di fermarmi ad ammirarlo. Il Bell Rock Cemetery.

Friday, October 30, 2015

Halloween 2015






Non fa certo parte della cultura italiana ma Halloween ormai si e' diffuso ovunque.

Ho fatto i miei compitini e per Il Colazionista ho scritto di "Allouin" e suggerito una semplice ricetta per un dolcetto alternativo da offrire ai bambini che si paleseranno alle vostre porte.

Buon divertimento!

A.



Friday, October 16, 2015

Un giretto per il North Shore. Essex e Gloucester


Come Essex accoglie i suoi visitatori e un negozio di antiques.


Molto spesso mi sento ancora turista e mi incuriosisce scoprire piano piano tutta la bellezza che abbiamo intorno.
L'autunno si presta bene alle escursioni in New England; ormai il caldo umido è passato ed il freddo non dovrebbe arrivare fino a metà Novembre.
Così Domenica scorsa siamo usciti di casa in cerca del famoso foliage che attira puntualmente gente da ogni dove. Volevamo vedere come gli alberi, in questo mese, si vestono di colori autunnali bellissimi, che variano dal giallo al rosso porpora con tutte le varie sfumature che stannno nel mezzo 
Gira, rigira siamo finiti nel North Shore, cioè la costa a nord di Boston.
Foliage poco ma bellezza tanta!.
La prima tappa è stato il piccolo centro di Essex, nato ufficialmente nel 1819, si affaccia su l'Essex River ed è famosa per il terreno paludoso che la circonda. 
Questo piccolo paese è una perla nel North Shore, ben tenuto, accogliente e caldo con i suoi ristoranti principalmente di pesce è noto anche per il numero alto di negozi di antiques. Si susseguono uno dietro l'altro nella via principale del paese, come se non ci fosse altra attività. 
Abbiamo dato una spulciata ad un paio di questi e ciò che si può trovare è qualcosa di straordinario ed affascinate.  Vecchi bauli, arredi, sedie antiche, ogni tipo di barattolo in latta, storiche macchine da scrivere, vecchie riviste,"ciottoli" e serviti da tavola stile ottocento fanno brillare gli occhi a chi come me vede il bello nelle vecchi cose. Cioe' negli oggetti che hanno già avuto una gita e sono lì pronti per viverne una seconda.


National Geographic del 1940




La bellezza dei serviti in vetro e di una vecchia macchina da scrivere.

Veramente difficile non passarci una giornata intera. Il paesaggio tutto intorno è incantevole, silenzioso e rilassante. Si può sedere  in riva al fiume e godere del panorama che sta cambiando colore e si prepara al freddo.

Essex River

Dopo aver ammirato le bellezze di questo paesino e dei suoi negozietti di antiques ci siamo spostati a Gloucester, paese di mare distante quindici minuti di auto.


Gloucester.

A qualcuno verrà in mente il film "La tempesta perfetta" ed infatti è qui che è ambientato e da qui parte il protagonista con la sua barca. 
È una piccola cittadina di mare nota per il commercio del pesce in tutta la costa, oltre ad essere una ben conosciuta zona di villeggiatura specialmente durante l'estate.
Chi visita il Massachusetts va anche a vedere il passaggio delle balene a due ore dalla costa con tour organizzati appositamente. Dal porto di Gloucester  molti di questi traghetti partono colmi di turisti pronti a farsi ore di mare per assistere allo spettacolo. 
A Gloucester abbiamo passeggiato sul lungo mare che però quella mattina si presentava ventoso e bagnato. Le onde dell'oceano arrivavano sulla passeggiata, quindi è stata una toccata e fuga. Ma ne è valsa la pena. Ci siamo comunque trattenuti per pranzo e, vista che il luogo era perfetto, abbiamo preso una bella clam chowder, la classica zuppa di molluschi e panna del New England. 
Piccola curiosità di questo paesino di mare è la massiccia presenza di famiglie di origine siciliana che, dopo essere arrivati qui, insegnarono nuove tecniche di pesca alla comunità di pescatori. 
Qualche foto, un'altra passeggiata e ci siamo diretti verso Rockport ma, dopo aver cercato un posto per l'auto per più di mezz'ora, abbiamo dovuto rinunciare. Ci siamo già stati ma voglio fare un'altra piccola escursione e ne avremo modo. 






Friday, October 9, 2015

Tutto passa


Ho raccontato di come mi sono sentita quando l'eccitazione e l'euforia del trasferimento sono finite. L'ho fatto per un sito interessaste nato dalla collaborazione di più donne che vivono su diversi fusi e si ritrovano online a condividere le loro storie.
Il sito è  amichedifuso.com.

Ieri è uscito il mio post come ospite e sono veramente contenta di aver condiviso con loro quella grande confusione che avevo in testa. Ma poi e' passata.

Bast cliccare qui...

http://www.amichedifuso.com/2015/10/08/da-boston-adele/


A.

Thursday, October 1, 2015

Non sono pronta




Quando agli idranti vengono messi questi bastoni a strisce bianchi e rossi mi viene freddo.
Mentalmente faccio un veloce inventario del guardaroba  invernale e penso che forse è il caso di far aggiustare quel bel piumino caldo alla quale lo scorso inverno ho sbranato la cerniera.
Vuol dire che il Comune si sta preparando all'arrivo dell'inverno e della neve. I bastoni infatti servono ad individuare sotto la neve gli idranti, ovviamente da usare in caso di necessità.
L'altezza del bastone sarà sì e no due metri, quindi non escludono che due metri di neve possano sotterrarci anche questo inverno.
Lo scorso inverno alcuni Comuni, compreso il nostro, avevano promosso l'iniziativa "Adotta un idrante". A turno, i residenti di ogni via, si sono preoccupati di pulire quotidianamente gli idranti vicini a casa loro. Anzi, non pulirli ma andare a recuperarli sotto due metri di  neve che ci ha fatto compagnia per mesi e mesi. In molti abbiamo aderito. Non il massimo del divertimento ma segno di gran civilta'. 
Io intanto continuo a domandarmi e a ripetermi: "Adelina, va beh che volevi vivere vicino al mare ma forse ti sei imbarcata su un altro volo. Sei finita sulla costa sbagliata. Consolati e abituati perché il New England è tanto freddo quanto bello". 
Ne parlo con mio marito, così tanto per rendere i miei pensieri e le mie ansie ancora più ridicoli. Lui mi risponde: "Trovo tutto questo bello, mi fa apprezzare ancora di più il fatto che viviamo in un paese dove abbiamo tutte e quattro le stagioni. Ognuna con le proprie caratteristiche. Non penso alla neve finché non è il momento di andare fuori a spalarla. Forse perché qui ci sono nato. È normale per me". La mi risposta: "Sì, esattamente" e taccio. 
Inutile dilungarsi ora su questo argomento perché lo farò sicuramente nei prossimi mesi.
E poi io di ansie da gestire ne ho già molte, ora non ho tempo per la futura emergenza neve. Che arriva. Sicuramente.

Friday, September 25, 2015

Andare e tornare



Siamo appena tornati da due settimane di vacanza in Italia.
Sì, dico vacanza perché quando vivi in un altro paese sfrutti le tue ferie per andare a trovare amici e parenti. Si rinuncia quindi alla scoperta di posti nuovi ( almeno per ora) e ma si torna dove gli affetti sono. Per noi due significa Italia e Texas. Siamo estremi, direi!
Fino a fine luglio pensavamo di non andare quest'anno perché avevamo altri progetti. Ovviamente questi progetti si sono rivelati l'ennesima inconsolabile delusione. Ma la vita ci ha sorpreso con la decisione di mia sorella e mio cognato di sposarsi. Non potevo perdermi questo evento. Vedere la mia sorellina firmare per legarsi definitivamente all'uomo della sua vita. Il padre dei suoi bellissimi bambini.


Una giornata a Firenze non poteva mancare


Due settimane sono volate.
Combattere contro il fuso orario, in questi giorni, mi ricorda che è passato davvero poco dai saluti lacrimosi fatti prima del rientro a casa. Il mal di stomaco da ansia è passato. Avevo una forte agitazione perché sapevo di dover salutare tutti nel migliore dei modi, non deludere nessuno oltre alla poca voglia di volare di nuovo. 
Ora, nel silenzio della nostra casa e riguardando per la millesima volta le foto scattate, rimugino su cosa significhi per me tornare in Italia. Cosa ho trovato di diverso e cosa è sempre uguale.
La prima riflessione è su me stessa. In questo nuovo paese sono diventata viziata. Ho a portata di mano l'amore e la presenza di mio marito, cosa che prima mi era stata negata dalla burocrazia. Il consumismo mi sta viziando, cioè l'accesso ad ogni piccola o grande cosa mi serva ad ogni ora del giorno. Così come l'efficienza e la velocità nel poter usufruire di qualsiasi tipo di servizio. Potrei continuare con un infinito elenco ma scelgo di fermarmi qui. 
Con questa consapevolezza in mente mi guardo vivere due settimane nel paese sono nata e cresciuta, mi osservo riprendere in mano un modo di vivere che mi è sempre piaciuto e velocemente torna ad essere mio.
Ho ritrovato la lentezza del tutto. Ho rivisto il cielo azzurro nelle giornate di sole e le stelle nelle notti più belle. Qui non mi è possibile perché siamo troppo vicini a Boston e alle sue infinite luci. Mi mancano le stelline alle quali mi sono tanto affidata in passato.
Appena arrivati in aeroporto ho ritrovato gli stessi abbracci caldi e rasserenanti della mia mamma e i baci infiniti di mia sorella e della sua famiglia.
Nei giorni seguenti ho riscoperto il tempo prezioso e divertente per stare insieme ai miei cugini ed i miei zii.
I colori della campagna intorno alla loro casa non me li ero mai dimenticati. Erano lì, in un angolo di cuore e di cervello, pronti a riesplodere quando i miei occhi li avrebbero rivisti.
Ovviamente ho riconosciuto sapori di cibo che sognavo di mangiare dopo 15 mesi!


San Miniato, Lucca e pane e salsiccia cruda


Per tutte queste cose mi sento ancora io, quella che sono sempre stata.
Di diverso ho trovato che in Italia non c'è esattamente uno spazio per me e mio marito e la vita che viviamo quotidianamente. È un'altra realtà che giustamente è legata ad un altro paese e ad una alla cultura. Oltre che a diverse prospettive e progetti futuri.
La più grande cosa che non è più la stessa e mai più lo sarà e' la quotidianita' nella vita dei miei nonni. La vecchiaia ha preso il controllo su di loro. Con l'oceano nel mezzo ho seguito gli ultimi  mesi di vicissitudini e di acciacchi ma vederli così fragili, bisognosi e sensibili è un'altra cosa. Ma e' cosi' che il vivere si evolve.
I cambiamenti servono, sono risorse energetiche per la vita. Mia sorella e mio cognato si sono sposati. Se nei mesi scorsi avessimo avuto la fortuna di realizzare un nostro sogno, non ci saremmo stati per questo giorno speciale. Evidentemente era destino che io fossi al fianco di mia sorella nel giorno in cui ha legato per sempre la sua vita al suo compagno. Hanno cambiato il loro percorso mettendo una semplice firma, che sancisce però la legalità della loro già esistente famiglia. E io ho assistito a questo cambiamento. I miei occhi e il mio cuore erano vicini a lei che ha scelto di sposarsi usando l'abito mio, quello del mio matrimonio, le mie scarpe e la mia stola. Quella che ora profuma di lei e che ieri ho stretto forte a me per sentire il suo profumo. Sentirla cioè più vicina ora che 8 ore di volo ci separano di nuovo.


Preparativi per gli sposi


Questo viaggio mi ha anche offerto la possibilità di esserci il primo giorno di scuola di mia nipote. Tra un bel gruppo di genitori orgogliosi,  felici e sorridenti c'ero anche io, la zia matta che piangeva come una disperata. Lo stesso pianto di felicità del giorno della sua nascita. La sua nascita e questo giorno speciale, sei anni più tardi, sono la conferma che la vita ci riserva delle novità e cambiamenti unici e imperdibili.
Il caso ha voluto che la mia migliore amica diventasse mamma due giorni prima del nostro arrivo. Ho così potuto godere di un suo abbraccio in questa nuova versione. Un abbraccio profumato del latte di una nuova mamma e di amore trasformato in una piccola creatura. Mi sono divertita a consegnare a mano, e non con una brutta spedizione, al suo bambino tutti i piccoli doni pensati e comprati mesi e mesi in anticipo.
Tutte queste nuove cose, belle e meno belle, mi fanno sentire come se avessi pareggiato con i conti per i mesi non passati con loro. Certo, in due settimane non fai molto ma sento di aver recuperato un po' di tempo che avevamo bisogno di passare tutti insieme. E' come se avessi preso una boccata d'aria.
Porto a casa la voglia  di cominciare da dove io e mio marito avevamo lasciato un paio di progetti in sospeso. Una valigia pieno di cibo, vini e affetto che ci hanno regalato. Migliaia di foto e video fatti per sostenere meglio la malinconia  dei prossimi mesi. Perche' tanto  arriva, cattiva e prepotente come sempre.
Mi gusto i biscotti fatti da mamma la sera prima della nostre partenza. Li mangio lentamente e pochi per volta per il terrore che finiscano subito. Sono come una coccola infinita per me.
Rientrando ho ritrovato l'aria fresca e frizzantina del New England a ricordarci che i mesi freddi stanno arrivando.
Così come la quotidianità nostra che ci è mancata. Diciamo che  è stato un "bel sacrificio" spendere sue settimane intense con la mia famiglia.

Wednesday, September 23, 2015

Il Colazionista

Sono una fanatica della colazione. Lo sono da anni. Mi sveglio al mattino con una fame da lupi. Non riesco a fare niente se prima non faccio colazione. E per farlo mi piace prendermi il tempo necessario, questo spesso vuol dire anche alzarmi con largo anticipo al mattino prima di uscire di casa.
La colazione mi gratifica, mi fa sentire fisicamente bene e mentalmente è per me paragonabile ad una coccola, un abbraccio che mi concedo e al quale non potrei mai rinunciare.
Se penso alla mia colazione del cuore mi viene in mente la ciambella al latte della mia mamma e tutte le volte che l'ha fatta per me e mia sorella.
Poi ci sono le colazioni con la mia amica, momenti unici, nostri, dedicati alle confidenze. Invece di una birra la sera abbiamo sempre preferito un bel cappuccino al mattino per ritrovarsi insieme. Così come le colazioni con mia sorella e mia nipote. La colazione è per me un insieme di ricordi e affetti.
Da qualche mese seguo su Facebook una fantastica pagina del sito "Il Colazionista".  Si tratta di un gruppo di persone appassionate di colazione. Si definiscono "collezionisti di colazioni". Sono rimasta affascinata da subito e ho apprezzato la loro unicità.  Non avevo mai trovato un sito che parlasse esclusivamente di colazione, dedicando a questa la gloria che si merita! 
Quando ho letto che cercavano dei nuovi Colazionisti, cioè appassionati come loro, mi sono proposta offrendo la mia collaborazione da oltreoceano. Mettendo cioè a disposizione loro il mio "spirito di sacrificio" una volta al mese per andare a fare colazione in un posto nuovo per poi parlarne nel sito.
Ecco che da oggi è iniziata la mia collaborazione e online potete già leggere il mio primo contributo.
Andate a leggere questo blog, magari al mattino mentre lentamente sorseggiate il vostro caffè. Dedicate a voi stessi la colazione che meritate, ogni giorno.
Troverete interessanti reviews, suggerimenti di luoghi carini, ricette gustose e tante curiosità inerenti alla colazione.

http://ilcolazionista.com


Buona lettura e ricordatevi siamo anche su Facebook e Instagram ;-)

A.

Ps: sono contenta matta! 

Monday, September 14, 2015

"Intervista"

Mi hanno fatto delle domande e ho risposto.
Ho pensato e ripensato.
Ora che sono in vacanza in Italia e rileggo questa intervista mi rivedo, riascolto e rifletto. E come al solito non smetto di pensare.

Mi potete leggere su "Voglio vivere così", sito interessante per gli italiani nel mondo che raccontano il loro mondo, un mondo nuovo, affascinante ma non sempre facile. Seguiteli!

Basta cliccare qui.
http://www.voglioviverecosiworld.com/curiosita/a-stelle-e-strisce/boston-solo-andata-il-blog-di-adele

A.